Seppure in una riproduzione frutto di cultura e
tecnologia la Natività di Caravaggio
trafugata quaranta anni fa a Palermo è
tornata ad occupare il posto dell’originale.
Sabato 12 dicembre la
Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi dipinta
da Caravaggio nel 1609 per l’Oratorio della Compagnia di San Lorenzo a Palermo
da cui era stata rubata
nel 1969 è tornata al suo posto. E’ stata
restituita alla città durante
una
cerimonia alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Si
direbbe che lo sconosciuto committente del furto, dopo
aver
avuto tutta per sé quest’opera (quarant’anni ) ha finalmente deciso di
restituirla alla fruizione pubblica. Manco per niente. Quell’opera rimane
a disposizione di un unico
“c…….” come lo ha definito Vittorio Sgarbi durante
un intervento televisivo nella trasmissione Virus
in cui
commentava alocune opere pittoriche raffiguranti la natività (con un
attributo anatomico maschile che usa spesso insieme a “capra” quando vuole
sottolineare
non la bestialità ma la
disumanità di certi comportamenti).E’ che sull’altare dell’Oratorio in
quel
“buco “ alla parete è stata
inserita una copia. E che copia!
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Con
tecnologie altamente innovative e
con il
coinvolgimento di un team
specializzato Factum
Arte, società che
opera
nel settore dei fac-simile
artistici, la
Natività è stata
ricostruita attraverso tecniche di stampa di ultima generazione, ricorrendo al
prezioso supporto di architetti e informatici fino ad arrivare ad avere tra le
mani una fedelissima riproduzione che anche Caravaggio approverebbe visto come
sono andate le cose .Sky. lo sponsor di questa iniziativa, (lla riproduzione
dell’opera è costata centomila euro ) racconterà le fasi della realizzazione del
progetto in un corto “
Operazione Caravaggio – Mistery of the Lost Caravaggio “prodotto
dalla Sky Arts Production Hub – il nuovo centro d’eccellenza europeo per
la creazione di programmi sull’arte, con sede a Milano
- che
sarà trasmesso sui propri circuiti il prossimo gennaio , anche negli altri
Paesi europei raggiunti da Sky. Un progetto ambizioso, che nel riportare il
dipinto a Palermo
vuole dare vita
ad un confronto di idee sulla possibilità,
attraverso
riproduzioni di questo
livello, di rendere eterno un capolavoro artistico anche in assenza dell’opera
originale.
Scrive infatti
Marco Cicala per ''il
Venerdì - la Repubblica''Novembre 2015. In un vicolo senza nome di San
Blas-Canillejas, periferia industriale di Madrid, c’è un agglomerato di
capannoni con dentro strana gente operosa. Sono artisti, ingegneri, storici,
creatori di software. Che fanno? Prove di re-materialisation,
rimaterializzazione.Detto così suona spiritico. Ma al posto di tavoli levitanti
e pendolini vedi in giro stampanti 3D, laser a luce bianca, apparecchiature
fotopanoramiche... Diavolerie digitali che negli ultimi mesi sono state
mobilitate per ridare vita a un’unica creatura: la Natività di Caravaggio,
capolavoro di datazione imprecisata ma di sparizione certissima, visto che fu
rubato a Palermo, Oratorio di San Lorenzo, nell’ottobre del 1969.Da allora è
missing, forse l’opera d’arte più ricercata al mondo. Riprodurla sembrava
obiettivo inaccessibile perfino per i maestri clonatori di Factum Arte, il
laboratorio madrileno capitanato dal britannico Adam Lowe che in quindici anni
di attività si è fatto un nome nella fabbricazione di facsimile hi-tech. Dalla tomba
di Tutankhamon duplicata a Luxor alle Nozze di Cana di Paolo Veronese
ricollocato in copia nel veneziano monastero di San Giorgio dal quale i
liberatori napoleonici lo saccheggiarono per incamerarselo al Louvre.Ora, tanto
la camera mortuaria del faraone quanto la maxi-tela di Veronese saranno pure
complicatissime da riprodurre, ma almeno ancora esistono. Che fare invece
quando, come nel caso della Natività, l’originale latita? Del quadro di
Caravaggio non restano che una manciata di foto: quella a colori, formato
cinque centimetri per quattro, scattata da Enzo Brai poco prima del furto, e le
precedenti immagini realizzate dall’Istituto Superiore per la Conservazione e
il Restauro che sono stampate su vetro, ma in bianco e nero, e si focalizzano
su dettagli dell’opera documentandone appena un trenta per cento.
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Il
Presidente della Repubblica
Sergio Mattarella a cui Sky ha donato la
riproduzione
decidendo la sua
restituzione alla città di Palermo e quindi
la ricollocazione
al posto
dell’originale
ha voluto fare di
quest’opera
un simbolo contro il
crimine. Durante la cerimonia di “ ritorno a casa dell’opera “ il Presidente ha
affermato :”E’ una iniziativa che ha tanti significati a partire da quello
simbolico. Una così accurata riproduzione digitale consente, non di
riavere
la tela originale, ma di
ritrovare l’effetto e l’emozione
che
l’opera di Caravaggio
suscitava in
questo oratorio.La giornata di oggi è anche la dimostrazione di coniugare
cultura e tecnologia vanzata.” L’opera infatti
è stata riprodotta usando
gli
stessi pateriali che usò Caravaggio quando la dipinse .Ma il Presidente ha
voluto appunto dare a questa operazione
un significato di legalità. “E’ questo, un segno di legalità contro le
iniziative criminali di trafugare le opere d’arte .Il nostro paese ha il
privilegio
di avere un grande patrimonio
culturale
“ e la via giusta è appunto
quella di coniugare
i progressi
tecnologici con la cultura
reagendo
a comportamenti illegali , o per meglio dire
a comportamenti criminali che tendono a sottrarre alla comunità la fruizione di
un bene che è pura “ bellezza”.
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L’Amministratore delegato di Sky Italia
Andrea Zappia ha dichiarato : “L’operazione Caravaggio non ha
naturalmente l’ambizione di restituire
l’originale, ma grazie
alla tecnologia
i palermitani ,i turisti ,potranno tornare ad apprezzare
quest’opera. Questo lavoro
è l’espressione della più pura capacità
di innovare, di assumersi
rischi enormi,di pensare al futuro come
qualcosa
che può essere migliorato
costantemente con la ragione, ,la passione,
lo spirito che il nostro paese
deve
riscoprire per valorizzare
il patrimonio
creativo
e talento che possiede.,E’
stato messo insieme tutto il sapere
e
gli strumenti più all’avanguardia
per
riprendere qualcosa che ci era stato tolto “
Ma come ci era stato tolto ? Scrive
ancora Marco Cicala “ Nella notte tra 17 e 18 ottobre a Palermo piove.
Dopo aver fatto saltare la stanca serratura con un coltello, due uomini si
introducono nell’Oratorio di San Lorenzo, via dell’Immacolatella numero 3. Il
tempo di rimuovere la tela con una lametta e la Natività non c’è più. In
un’atmosfera da Grisbì alle sarde, il dipinto viene arrotolato e portato via su
una motoape.” Ma dove viene portato ? Chi sa chi lo sa? Ma qualcuno sicuramente
lo custodisce in gran segreto . Ipotizza
infatti
Laura Anello per “la Stampa”: ”
Quello vero chissà dov' è: divorato da topi e maiali come sostenne il pentito
Gaspare Spatuzza, esibito a mo' di trofeo ai summit di Cosa Nostra, usato da
Totò Riina come scendiletto, perduto nel terremoto dell' Irpinia mentre stava
per essere venduto, come testimoniarono picciotti e boss. Di sicuro della
Natività di Caravaggio, il capolavoro seicentesco dell' artista fuggito in
Sicilia dall' accusa di omicidio e rubato all' Oratorio di San Lorenzo di
Palermo la notte del 17 ottobre 1969, non c' è traccia da quasi mezzo secolo.”
Una
storia nera che dura da mezzo secolo con un cast d’eccezione e con una “mezzo “ lieto fine, quello della ricollocazione
di una riproduzione , seppure di grandissima qualità tecnologica ,al posto
dell’originale . Un' opera che è nelle top ten delle più ricercate al mondo,
(anche dall' Fbi) e che vale sul mercato venti milioni di euro. Tanto che Anche Leonardo Sciascia reagisce
subito. In un articolo sull’Ora pubblicato appena dopo la scoperta del furto invita lo Stato a rinunciare “totalmente e
definitivamente alla custodia e manutenzione delle opere d’arte” come
pure “dei manoscritti e dei libri rari”, data la manifesta incapacità di
difenderli. Due decadi più tardi, Sciascia farà allusione al “famoso quadro”
nel suo ultimo romanzo che malgrado un
intrigo complicatissimo si intitolava Una storia semplice (1989).
Ma qual è il valore di quest’opera
di Caravaggio.Ce lo spiega Vittorio Sgarbi che su “il Giornale” scrive : ” La rinascita di
Caravaggio non è soltanto uno straordinario processo critico che lo ha
restituito a una piena comprensione solo nel secolo scorso, culminando con la
grande mostra di Palazzo Reale a Milano nel 1951. Dopo quella data la nostra
piena consapevolezza del pittore può dirsi compiuta, anche con gli studi sul
movimento internazionale caravaggesco che hanno visto riemergere pittori
straordinari, da Orazio Gentileschi a Matteo Stomer, da Ribera a Simon Vouet,
da Pietro Paolini agli innumerevoli e talvolta pregevoli anonimi. Con
Caravaggio è uscita dall' ombra un' intera civiltà figurativa. Ombra e luce
sono i due poli entro cui Caravaggio si muove, anche metaforicamente. Ne ho
indicato le affinità di visione, anche nel rischio, nell' abisso, nella doppia
vita. Per entrambi c' è un inferno, da cui soltanto l' intelletto può elevarsi.
I ragazzi di vita, i musici, il fanciullo morso dal ramarro, Cristo fra gli
ultimi, molte cose e molti temi li accomunano: l' urgenza della vita, la forza
del male, l' assassinio.”
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Questa storia che abbiamo qui ricordato
in occasione dell’evento che ha ricollocato
la copia della Natività, al posto dell’originale
è contenuta in “Il Caravaggio rubato. Mito e
cronaca di un furto, prezioso” di Luca Scarlini pubblicato pochi anni fa da
Sellerio. Insieme a quello di Alvise Spadaro “Il Caravaggio scomparso”,
edizioni Bonanno) sono i resoconti più affidabili di tutta la vicenda. Una
vicenda che
tra “Mafia, politica,
rapporti tra Stato e Chiesa... quella della Natività” come dice Scarlini
«è una storia che fotografa l’Italia, ma che
oggi – in tempi di distruzioni e saccheggi targati Is – acquista un nuova
attualità internazionale. Si sa che certi regimi sedicenti iconoclasti fanno
mostra di cancellare le opere d’arte per poi rivendersele sottobanco». Cosa
nostra o chi per lei potrebbe aver fatto lo stesso?
Comunque la
pratica 799 – così l’affaire è classificato in codice dagli inquirenti – resta
aperta
Eremo Rocca Santo Stefano mercoledì 16 dicembre 2015
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