BIBLIOFOLLIA : Il falò di Ray Bradbury



William Peterson rimase in studio fino a tardi, con le luci spente; solo il riflesso rosa del giradischi sfiorava il suo volto ossuto. La musica filtrava nella stanza con il più dolce movimento, un coro di locuste dalla Sinfonia di Jena di Beethoven, un pizzicato che scrosciava come pioggia fra la Quarta di Ciaikovskij e la Sesta di Shostakovic, un fantasma dalla Valse.
A volte Peterson si toccava il viso con la mano e scopriva un che di umido sotto le palpebre. Non è autocompassione, vero? E' solo la frustrazione di non poter fare niente, in quella sìtuazìone. Per secoli i loro pensieri si erano propagati nel mondo, vivendo ancora. Domani sarebbero morti: Shakespeare, Frost, Huxley, Dali, Picasso, Beethoven, Swìft, tutti insieme. Finora, benché i loro corpi fossero consumati dai vermi, non erano morti veramente; adesso ci avrebbe pensato il fuoco.
Squillò il telefono. William Peterson mosse una mano nella stanza buia e prese il ricevitore. «Bill?»
«Oh, ciao, Mary».
«Che stai facendo?» «Ascolto un po' di musica». «Non ti andrebbe di fare qualcosa di speciale, stasera?».
«E cosa ci resta?» ribatte lui. «Dio sa dove saremo domani "'a quest'ora, quindi pensavo ... ». «Non ci sarà domani a quest'ora» là interruppe Peterson. «cì sarà il Falò e basta». «Che strano modo di dirlo. E che vergogna» disse la donna da lontano. «Pensavo allo spreco. " Mia madre mi mette al mondo, mi alleva, mio padre mi manda a scuola e lo stesso i tuoi, Bill. Lo stesso per due miliardi di abitanti della terra. Eppure succederà ugualmente».

«,Non ci credevo. Adesso si. Dicono che una volta accesa, la terra brucerà per un miliardo di anni come un piccolo sole».
«Sì, l'inferno è quello e noi ci , siamo dentro. Non ci avevo mai 'pensato, ma le nostre anime arrostiranno qui, nell'aria, trattenute finché la terra non sarà altro che un falò».
Lei cominciò a piangere nell'appartamento all'Altro capo della città. .
«Non piangere, Mary disse Peterson, «Mi addolora più il tuo pianto di qualsiasi altra cosa, in questo schifo». ,
. «Non posso farne a meno» disse lei. «Sono veramente furiosa, Pensare che abbiamo sprecato le nostre vite, consumato il tempo ... Tu hai scritto tre fra i più bei libri della nostra epoca, e tutto per niente. E la gente, migliaia di ore di scrittura, pensieri, progetti che non si possono neanche contare perché il totale sarebbe spaventoso. Poi arriva qualcuno con un fiammifero».
Lui le'concesse un lungo minuto di sfogo nel silenzio, poi disse: «Credi che non ci abbiano .pensato anche gli altri? Abbiamo tutti la nostra, piccola croce, tutti diciamo: Ges't' è per questo che il nonno ha attraversato le pianure, Colombo scoperto l'America, Galileo ha fatto cadere quei pesi dalla torre? E' per questo che Mosè ha attraversato il Mar Rosso? Quello che sta per succedere azzera di colpo l'equazione e rende inutile qualsiasi conquista, perché invece del tasto "totale" abbiamo deciso di premere il tasto "cancella"». "
«E non c'è niente che possiamo fare?».
«lo ho fatto parte di tutte le organizzazioni, ho parlato, ho picchiato i pugni sul tavolo, ho votato e adesso sono ridotto al silenzio» rispose Peterson. «Abbiamo tentato di tutto, ci è sfuggito di mano lo stesso. Verso il 1940 qualcuno ha buttato il volante dal finestrino e a nessuno è venuto in mente di controllare i freni».
«Perché ci siamo dati tanto da fare, allora?» ribattè Mary”

«Invece era necessario, dovevamo andare avanti».
«Sì» ammise lui. «E' questa la cosa meravigliosa e stupida. Siamo andati avanti pur sapendo che saremmo finiti nella fornace. Potremo vantarci fino alla fine: . suonavamo il violino, dipingevamo, parlavamo, ci riproducevamo, fingevamo che tutto sarebbe continuato per sempre. Una volta mi sono ingannato, pensando che almeno una parte della terra si sarebbe salvata, che qui e là qualcuno avrebbe messo al sicuro Shakespeare, Blake, il frammento di un mio racconto. Per un po' ho creduto che asiatici e polinesiani avrebbero ereditato il mondo, ma stavolta e diverso.

«Ormai, da un momento all'altro».
«Non sanno quali effetti produrrà la bomba, vero?».
«Ci sono le stesse probabilità in un senso e nell'altro. Perdona il mio pessimismo, credo sia un errore di calcolo».
«Vuoi venire da me?» domandò lei. -
'. «Perché?»
«Potremmo parlare, almeno».
«Perché?». .-. «Avremmo qualcosa da fare ... )).
«Perchè. . '«Per discutere».
«Perché, perché, perché?». Lei aspettò un momento. «Bill?)) .
Silenzio.
«Bill
Nessuna risposta. Peterson pensava a una poesia di Thomas Lovell Beddoes, a un pezzetto di pellicola tratto dal vecchio film Quarto potere; pensava all'alone bianco e leggero come una piuma in cui volteggiavano le ballerine di Degas, al mandolino di Braque, a una chitarra di Picasso, a un orologio di Dalì a un verso di Housman. Penssva alle mille mattine in cui si era buttato l'acqua fredda in faccia, al miliardo di mattine e al miliardo di persone che si erano buttate l'acqua fredda in faccia prima di andare al lavoro negli ultimi diecimila anni. Pensava a prati d'erba, di frumento e denti di leone. Pensava alle donne.
«Bill, sei sempre là?”. Nessuna risposta. Finalmente, dopo aver deglutito, ammise: «Sì, sono qui», «lo ... » lei disse. «Avanti»,
«lo voglio ... »,
La terra scoppiò e bruciò continuamente per mille milioni di secoli.

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