
Alcuni colori sono aggettivi . Così si dice : bandiera rossa o bandiera bianca che a loro volta assumono significati più completi ,esempio bandiera bianca uguale resa. Si dice anche la fata dai capelli turchini,il cinema a luci rosse, la cronaca nera,i romanzi rosa.
Nel parlare corrente alcuni colori diventano sostantivi : i Verdi, riferito ad appartenenti allo schieramento politico che si occupa di problemi ambientali, i Rossi per dire gli appartenenti all’ex Partito Comunista Italiano o i bianchi, i neri, i gialli riferiti alle razze. Come pure ad alcuni colori è associato un certo simbolismo : rosso come il sangue, verde come la speranza.Solo per l’azzurro esiste l’equivalente celeste nel parlare comune dove bianco è bianco e nero è nero.Ed è spesso celeste il cielo,celeste l’acqua del mare , celesti i monti e per il librettista di Giuseppe Verdi anche Aida (celeste Aida). Celeste poi è sostantivo e aggettivo allo stesso modo.


E il greco kyanos e kyàneos significa sia azzurro sia, frequentemente nero.
Per l’antica leggenda gli occhi di Alessandro Magno erano di colori diversi. Tanto che Giovanni Pascoli in Alexandros dice che il condottiero giunto alla fine del mendo “ “piange dall’occhio nero come moret/ piange dall’occhio azzurro come cielo”.
Qualcuno di fronte a questa confusione avanza l’ipotesi di un certo daltonismo dei greci e dei latini. Nietzsche dice apertamente che essi sembrano ciechi a certi colori dal momento che non distinguono il blu dal verde, l’azzurro dal nero e vedono il mare di tanti colori strani.”Bruna per la distanza” è la montagna del Purgatorio di Dante.

“C’è anche il fatto , chiaramente testimoniato da Plinio quando parla di Apelle, che i greci e i romani usavano una scala cromatica diversa dalla nostra, che è basata ormai sui colori artificiali prodottidall’industria chimica. I colori greci e italici sono il bianco , il nero, il rosso e il giallo: i colori della terra gli stessi che usavano gli anonimi artisti delle grette preistoriche. L’azzurro era per loro solo una sfumatura del bruno o del verde: almeno fino ad un certo tempo , il tempo dei cristiani.

Così l’Occidente medievale è divenuto grande consumatore di azzurro. Si importava il lapislazuli dalle terre islamiche.. I pittori riducevano in polvere la pietra preziosa e quando dovevano fare una pittura di grande effetto, sposavano l’azzurro alla polvere d’oro. Un quadro del genere era per il committente un investimento e una ostentazione di ricchezza: lo stemma dei sovrani di Francia presentava tre gigli d’oro in campo azzurro.

Le foto sono di Romeo Fraioli
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