VISIONI : Uno stornello a voce piena
E dunque il viaggio attraverso una città distrutta dal terremoto non va alla ricerca delle pietre e dei mattoni ma va alla ricerca di chi aveva quelle pietre e quei mattoni come parte integrante della sua vita.
Ma in questa ricerca che cosa è più importante il viaggio o il raggiungimento della meta fissata per il viaggio? Probabilmente entrambi perché un viaggio senza meta è girovagare . Un girovagare non inutile che però permette forse di affermare che a volte il viaggio è più importante della meta. E quindi non fa niente se non si raggiunge la meta.
L’importante è fare il viaggio. Così la penso. In questo avventuroso cammino in cui tra poesie e canzoni , storie di poesie e storie di canzoni “ uno stornello a voce piena “ ,nell’ultimo silenzio del cuore,nell’ultimo pianto negli occhi e nell’ultimo riso, si fa sentire come cosa prelibata .
Ecco allora il viaggio attraverso mesi di parole, di retorica, di rabbia e di dolore. Un viaggio tra i mattoni delle pareti delle case cadute che restano lì . Un viaggio che inizia da cose ridicole e assurde
L’Aquila 9 Giugno 2009
Che te ne fai di una canzone
Quando ti manca il cuore per cantarla,
quando ti manca anche se c’è,
per essere un poco poco retorici,
il sole e tra i mattoni delle pareti cadute
della tua casa
non trovi più ne requie, né riposo.
E tutto perché dopo il terremoto
ognuno vuole essere qualcuno
compreso i politici in prima fila.
Ridicolo ridicolo e assurdo assurdo.
Perché o terremoto ( vocativo) non hai cancellato
oltre alle case, alle chiese , ai portici
di L’Aquila
anche la supponenza e la stupidità,la perfidia
e il disinteresse che è l’interesse alla rovescia?
Dicerie di un poeta inedito ? Millantate invettive!
Prendetemi a sassate se sbaglio
sassi di fiume quelli belli grandi
e bianchi e levigati e profumati
com’è profumato il pane.
La notte in questo secondo mese
dal terremoto
si sentono ancora abbaiare i cani
povere bestie affamate e inselvatichite
sembrano voci uscite
da transistori con doppie casse
dalle dimensioni di un frigo
anzi di due frigo
a causa della così detta stereofonia.
E non si sente nient’altro anche durante il giorno.
Solo la passione doveva lasciare in piedi
il terremoto
per svegliare la mente il cuore e l’anima
“ di coloro che sono intrappolati in edifici
in fiamme
e non fanno alcuno sforzo per sfuggire
finchè non termina il loro programma televisivo
preferito
Silvio a Porta a Porta:”
C’è anche un altro mondo oltre quello del terremoto e dei terremotati . Oggi ci ho pensato.Oggi sta per il 10 giugno 2009
Sovente parliamo con i morti
e di tanto in tanto gli diciamo pure:
“ adesso che i vostri problemi sono finiti
e il mondo non vi pesa più sulla schiena
aiutate quelli che dietro avete lasciati
a non darsi più pena non solo di soldi
e di debiti”:
Noi vi parliamo davanti alle credenze
alle cucine con le foto di Caterina, Francesco,
Daniele ,Anna e Margherita o davanti
agli specchi del comò dove si affacciano
volti cari e qualche volta sconosciuti,
ma sempre ben pettinati e con la gravata
sulla camicia bianca stirata alla perfezione.
Venite a trovarci in sogno qualche volta,
così possiamo parlare più a lungo
come quando andavamo alle feste
di piazza a sentire il concerto della banda
di Pacentro
o a ballare sull’aia di Tione, mangiando
lupini salati e noccioline americane
ancora più salate e dicevamo, ci fanno
male alla pressione,fanno male
ai vecchi e ai giovani.
Venite a trovarci creature asciugate
dall’esilio ,
madri che siete diventate sorte,
per voi quante lacrime abbiamo ancora dentro
voi che sparite nelle febbre del risveglio,
voi che appartenete ora al sonno
ora alla veglia
e ai guanciali ingialliti dal sudore
delle mani,
a voi come melodia colata via
sui vetri della finestra davanti
ad un cielo azzurro,
a voi noi apparteniamo
e per questo sovente torniamo a parlarvi.
E con chi altri sennò.
Eremo Via vado di sole, L'Aquila, lunedì 21 novembre 2011
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