VISIONI : Versi d’altri ed altri versi 6 aprile 2009
ROBERTO DEIDIER
Dove la brina la mattina si stende
Fra gli occhi e un paesaggio rotto
Dietro un velo di plastica, non chiedi
Da quale finestra guardi al mondo,
Se questa è una casa accogliente
O un punto anonimo sulla mappa d'uno stadio.
Né chiedi se ancora esista il profilo
O il suono dell'abitudine.
La linea dell'orizzonte è un dolore trattenuto,
Una ferita nel deserto senza nome.
Stagione di ruspe, di voli meccanici
Intravisti se improvviso s'apre il cielo
Dov'erano tetti e comignoli vivi.
Non resta che abbracciarla, quest'aria.
GRAZIA DI LISIO
Elegiaco
Un fremito scuote la terra,
livida ansante rinsecca le viole.
La terra ci nasce ci muore,
la terra dai lembi slabbrati
muta di belati sgozzati,
di fiordalisi gualciti.
Di quante madri ha bisogno la terra?
Del seme spogliata
di ghirlande di rose e viole,
silenzio ora trema di foglie.
Sipario di sabbia di rabbia!
Chi è vivo se ne chiede ragione:
ha un senso il dolore?
Ma gingillo primario è potere,
un diadema di vuote parole.
Pure la clessidra impazzita
di nuovi germogli accorda la vita
Eremo Via vado di sole, L'Aquila, mercoledì 16 novembre 2011
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