lunedì 21 febbraio 2011

ET TERRA MOTA EST : A venti mesi dalla scossa

ET TERRA MOTA EST : A venti mesi dalla scossa


Un viaggio tra le macerie, le morti, le storture della ricostruzione. Un cammino nella bolgia del cemento e della sabbia, tra le rovine di una città e la sua diruta gente. E tra questi resti schiantati dal terremoto fiorisce la malapianta mafiosa, gramigna che ovunque s’insinua silente e schiva. Traffici sulle macerie, trafficanti d’appalti. E la Protezione Civile come ancella del malaffare o, peggio, del crimine organizzato.

Un resoconto lungo cinquanta pagine, quello di Angelo Venti, che Libera distribuirà alla popolazione aquilana lunedì prossimo. Una cronaca di chi ha seguito il filo della legalità lungo il dedalo della ricostruzione avvenuta dopo il sisma, trovando storture e denunciando infiltrazioni, malaffare, connivenze.

Un dossier che fa tremare le vene ai polsi e che denuncia il rischio dell’infiltrazione mafiosa. Lo ha annunciato don Luigi Ciotti, fondatore dell’associazione Libera, oggi in Abruzzo per incontri con la popolazione che culmineranno nella fiaccolatata di questo pomeriggio nella zona rossa, in ricordo delle vittime del sisma, a venti mesi esatti dalla scossa. “È un lavoro che abbiamo voluto tutti noi di Libera perché, oggi più che mai, abbiamo il dovere di rompere il silenzio”, dice Luigi Ciotti.

Un silenzio che dura da quella notte fra il 5 e il 6 aprile 2009 quando, a poche ore dalla tragedia, con i soccorsi sono arrivati anche gli aguzzini: “La scossa delle tre e trentadue ha spazzato via quel velo di ipocrisia che copriva chi si ostinava a parlare ancora di questa come un’isola felice”, scrive Venti nell’incipit del dossier che, appunto, s’intitola “L’isola felice”. E poi subito denuncia: “Il rischio delle infiltrazioni non deve attendere l’inizio della ricostruzione, anzi arriva nelle prime ore insieme con la Protezione Civile e con un appalto sul modello di gestione dei Grandi Eventi”.

Nell’intrico del sottobosco della ricostruzione, tra soldi e cemento, sono molteplici i ‘buoni affari’ per la criminalità organizzata. Persino i bagni chimici, allestiti nelle tendopoli, si rivelano occasione di profitto illecito: ben 3.600 bagni


chimici, ciascuno al prezzo di 79 euro al giorno, per una spesa complessiva di circa 8 milioni di euro al mese. Ma i bagni necessari erano molti di meno, e l’esubero di circa 1600 pezzi sarebbe costato oltre 3 milioni e 800 mila euro al mese sottratti alla ricostruzione. Le segnalazioni raccolte dal presidio di Libera parlano di liquami smaltiti illegalmente, di bolle di trasporto falsificate, di ditte che subiscono sabotaggi, di contatti fra i manager di quelle aziende e funzionari della Protezione civile per gonfiare le fatture.

Questo è solo un esempio delle molte cifre, dei molti nomi e cognomi, delle troppe ditte coinvolte in una gestione della ricostruzione che è diventata gallina dalle uova d’oro per il crimine organizzato. “Si tratta di un lavoro molto serio – ha spiegato don Luigi Ciotti – con documentazioni che dimostrano infiltrazioni e strutture criminose in questa terra meravigliosa. In Abruzzo le mafie c’erano prima e ci sono anche adesso: mi stupisco di chi si stupisce. Le mafie erano già presenti in aree come la Marsica, si pensi ai sequestri di Tagliacozzo, e quando abbiamo aperto la nostra sede dislocata hanno fatto pressione per non farci lavorare”. Per don Ciotti, “l’assenza dei controlli e le deroghe dovute allo stato d’emergenza, hanno favorito l’azione di organizzazioni criminale”.

(m.z.)

Pubblicato nel mese di dicembre 2010 su http://qasbapoems.wordpress.com/2010/12/07/mihrab-laquila-la-mafia-delle-macerie/#more-295

Blog di :Qasba Poems Quando cerchi Allah, Allah è lo sguardo dei tuoi occhi.


Eremo Via vado di sole, L’Aquila,
lunedì 21 febbraio 2011

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