CANZONIERE :Poesia e integrazione
Può
la poesia essere una via per l’integrazione? A questa domanda prova a
rispondere Le lingue si parlano. Poesia dal mondo, volume di poesie
edito da Bonaccorso presentato il 19 maggio scorso a Verona. Frutto di
un laboratorio iniziato numerosi anni fa e ancora attivo alla Casa di
Ramia del Comune di Verona, questa raccolta di versi è una scrittura
corale sull’immigrazione che dà voce alle esperienze individuali di
dieci autrici e un autore provenienti da Germania, Marocco, Brasile,
Bulgaria Serbia e Italial viaggio verso una nuova patria può essere una scelta o una necessità ma porta sempre con sé i temi della memoria, della famiglia, dei luoghi, delle parole e degli oggetti perduti. “Il libro ripercorre un vissuto che solo in parte si esprime nella lingua materna” scrive Elisabeth Lisa Jankowski nella prefazione, “e lentamente incamera sempre più frammenti della lingua italiana, finché non diventa essa stessa quella lingua che origina pensiero e sentimento che non sarebbero più esprimibili nella lingua d’origine”.
La
necessità di rivolgersi alla poesia come mezzo espressivo nasce
dall’esigenza di sfuggire agli stereotipi sull’immigrazione, “aprendo
varchi per parlare di sé, di spostamenti tra le geografie e le culture,
per entrare in relazione con il mondo dell’altra senza ricalcare i
percorsi della retorica del multiculturalismo” spiega Livia Alga
nella postfazione. Abbandonare le dicotomie oriente/occidente,
religioso/ateo diventa la strada per percorrere un nuovo orizzonte
creativo, in cui la soggettività non è appiattita nelle culture di
origine degli autori (che si tratti del nord Europa o del sud del
mondo), ma diventa il vissuto individuale esprimibile solo attraverso la
poesia.
In
un’Italia sempre più multiculturale occorre essere pronti non ai
respingimenti in mare ma all’integrazione sul territorio, e questa passa
anche attraverso strade inattese come la parola poetica.
Eremo Via vado di sole, L'Aquila, sabato 30 giugno 2012

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