martedì 18 giugno 2013

SILLABARI : L’esattezza


SILLABARI : L’esattezza


Cercherò prima di tutto di definire il mio tema. Esattezzavuol dire per me soprattutto tre cose:
1) un disegno dell'opera ben definito e ben calcolato;
2) l'evocazione d'immagini visuali nitide, incisive,memorabili; in italiano abbiamo un aggettivo che non esiste in inglese,"icastico", dal greco eikastikòs;
3) un linguaggio il più preciso possibile come lessico ecome resa delle sfumature del pensiero e dell'immaginazione.
Perché sento il bisogno di difendere dei valori che a moltipotranno sembrare ovvii? Credo che la mia prima spinta venga da una miaipersensibilità o allergia: mi sembra che il linguaggio venga sempre usato inmodo approssimativo, casuale, sbadato, e ne provo un fastidio intollerabile.Non si creda che questa mia reazione corrisponda a un'intolleranza per ilprossimo: il fastidio peggiore lo provo sentendo parlare me stesso. Per questocerco di parlare il meno possibile, e se preferisco scrivere è perché scrivendoposso correggere ogni frase tante volte quanto è necessario per arrivare nondico a essere soddisfatto delle mie parole, ma almeno a eliminare le ragionid'insoddisfazione di cui posso rendermi conto. La letteratura - dico laletteratura che risponde a queste esigenze - è la Terra Promessa incui il linguaggio diventa quello che veramente dovrebbe essere.
Alle volte mi sembra che un'epidemia pestilenziale abbiacolpito l'umanità nella facoltà che più la caratterizza, cioè l'uso dellaparola, una peste del linguaggio che si manifesta come perdita di forzaconoscitiva e di immediatezza, come automatismo che tende a livellarel'espressione sulle formule più generiche, anonime, astratte, a diluire isignificati, a smussare le punte espressive, a spegnere
ogni scintilla che sprizzi dallo scontro delle parole connuove circostanze.

CALVINO, LEZIONI AMERICANE

Eremo Rocca S.Stefano venerdì 14 giugno 2013


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