domenica 20 novembre 2011

VERSI D’ALTRI E ALTRI VERSI : Maria Cristina Biggio

VERSI D’ALTRI E ALTRI VERSI  : Maria Cristina Biggio  



"Poiché non sapevamo né dove né quando
ci avreste salutati, prendemmo a sfiorare le cose
con lo sguardo
come distrattamente fa la luce
a Collemaggio quando dice
È giorno oppure È notte, svegliandola o facendola dormire
nel bagliore delle torce
poi trapunta
di piccole candele
via via colate in cerchi d'oro dentro il sonno—

e in quella rotazione quotidiana della terra sul suo asse
lei si affida e crede,
come i perfettamente amati
sempre fanno,
all’odore del tempo scandito dalla pece
o dalla cera
sui cristalli elementari
delle rocce, dove
l'attrazione verso il sole in qualche modo resta
nel gioco
di pieno e vuoto
di ogni fenditura,
dentro l'ossatura del buio fin sotto l’orizzonte,
fino al più basso grado della visione
quando l’occhio nudo riprende a vedere l’esclamazione
delle stelle

e in quell’allineamento degli astri lei attende
che l’oscurità
piovuta addosso
da un’inclinazione più forte del crepuscolo
finalmente si diradi sui tralci dei caprifogli
in lunghi lampi
accesi a fiori
e foglie sul
clamore monumentale della sua facciata

perché no,
non può crollare
quel sogno celeste eretto a ricordo
sui conci bianchi e rossi, né può cessare
il mantice del vespro sulla porta spalancata
la sua fronte
è fuoco chiaro
è acqua
che accoglie il pellegrino e lo risana.

Poiché vedevamo le cose sfiorate a una a una con lo sguardo
farsi trasparenti poi piegarsi immerse più lucenti
sul desiderio della sera
come riposte in uno spazio che più non capivamo
(era la parete di una stanza quella fiorita a mezz’aria?
o solitudine
di pioggia e sabbia che insondabile si spacca
nel minimo dettaglio di un verso
già da tanto sofferto dalla terra?)—poiché d’abitudine amavamo

e aspettavamo di scoprire il metro necessario ai versi finali,
voi, cari santi,

labbra alla preghiera
destinate, prendeste
a fare con le labbra quello che le mani fanno,
palmo a palmo il vostro bacio
ci toglieva dalle ciglia
l’inganno
della polvere
senza più gravità
sollevata da noi a voi, irradiata nel mezzo di minutissimi frammenti
Non piangete, dicevate,
è trasparente
la luce zodiacale che in uno ci comprende oltre l'orbita terrestre."

Eremo Via vado di sole , L’Aquila, domenica 20 novembre 201

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