sabato 8 maggio 2010

SILLABARI 13 : GUERRA

SILLABARI 13 : GUERRA

Mi domando le ragioni delle guerre.Invasioni o difesa di un territorio. Affermazione di un potere.Lotte di supremazia. Conquista di egemonie politiche e culturali. Indebita ricerca e appropriazione di beni e risorse economiche. Volutamente ho lasciato per ultimo l’aspetto economico perché ritengo che quest’ultimo in realtà in realtà faccia da sottofondo a tutti gli altri motivi che sono un alibi o una copertura. Certo lungo i secoli della storia le guerre si sono combattute in molti modi e con diverse armi.

Da tempo gli storici hanno messo punti fermi nella ricostruzione e descrizione dell’arte bellica dei greci e dei romani per esempio e offerto alla riflessione e allo studio saggi come quello di Clausevitz sulle teorie della guerra.
Tutto questo per dire che la guerra non ha mai smesso di connotare e caratterizzare la vita dell’uomo sulla terra. Nemmeno in tempo di pace.
In questo tempo di pace almeno per l’Europa si è dato il via ,in questi giorni ad una terza guerra mondiale. La Grecia come avamposto debole e quasi insignificante è stata attaccata con uno sbarco quasi simile a quello di Normandia da parte della speculazione. Da diciotto ore gli stati europei combattono contro il mercato. Obiettivo il destino dell’euro.

Penso che la Grecia in tema di economia mondiale sia come uno spicciolo nelle tasche di un riccone.E allora perché prendersela con la Grecia. E’ l’Europa che ci ha messi tempo a capirlo o che non saputo e voluto capirlo in tempo. E’ l’Europa che ha approntato dei cerotti per una crisi cardiaca che non sa che farsene di un cerotto ma ha bisogno di ben altri strumenti terapeutici.E’ la ricca Europa che viene attaccata nel suo tallone d’Achille che è oggi la Grecia ma che in breve potrebbe essere rappresentato anche da Portogallo, Spagna, Italia. Lo ha capito Obama , l’uomo che in un anno e mezzo di governo è riuscito a stabilire regole per le bamche, si appresta a vararne per la finanza in termini realisticamente riformisti. Lo ha capito Obama che ha inviato in Europa ( si parla metaforicamente) una armata come quella di Heisenower di non molto tempo fa in soccorso dell’Europa. La storia si ripete. Ne verrà fuori una Yalta. Per assurdo è il modello russo e quello cinese che gli stati europei potrebbero adottare ( ironia della storia) per salvare quello che in altri tempi di sarebbe detto uno stato borghese e capitalista.

Ma di che parliamo ?PARLIAMO DI UNA GUERRA MOSSA ALL’EURO. Parliamo di una situazione che ha visto bruciati in borsa 183 miliardi di euro in mezz’ora quasi le risorse da mettere a disposizione della Grecia da parte della speculazione. Turbolenza del mercato l’hanno chiamata. Moody?s chiarisce. Ma se Moody’s apre bocca succedono cataclismi. Il cittadino non capisce. Sembra di leggere quella pagina di Manzoni : “Carneade chi era costui…” ovvero Moody’s chi sono costoro.
L’intera compagine politica di due continenti dunque non al capezzale dell’euro perché non è malato ma in armi per la difesa. In gioco il crollo dell’euro.
Un’altra guerra fu combattuta nel 2008 a proposito del fallimento della banca Lehman e sappiamo che cosa è costato . La speculazione nelle ultime 48 ore è stata pronta cedere titoli di stato ( è sui titoli di stato che si combatte la battaglia) convinta di poterli riacquistare a prezzi più bassi. Così sarà alla riapertura delle borse lunedì o le truppe e le misure eccezionali riusciranno a contrastare questa strategia ?

L’errore è stato quello di ritenere che la moneta unica l’euro fosse protetta di per sé. Così non è. E’ una moneta fatta per navigare in acque calme. Le turbolenze potrebbero affondarla in men che non si dica.
Si parla di difesa. Difesa è espressione del vocabolario di guerra. La guerra continua. Questa è solo una battaglia.
La risposta politica si gioca sul filo di una credibilità sempre più tenue , sempre più labile.
Perché il governo tedesco con le sue esitazioni nel far scendere in campo l’intera Europa in soccorso della Grecia ha tirato troppo la corda e ha mostrato il fianco dell’eurozona alla speculazione. La Merkel si è fatta fare prigioniera dai mercati con la sua incapacità di gestire i problemi interni di questo momento.

Un attacco all’euro che in poche ore si è caratterizzato in un tracollo delle borse che ha consumato in un giorno più del doppio di quanto l’Europa si apprestava a garantire in favore della Grecia rendendo ridicoli e inadeguati quei provvedimenti..L’attacco speculativo ai titoli di stato dei Paesi considerati piuù vulnerabili ha scatenato quasi il panico. E’ la fine di un mondo? Si lo sarà in negativo se l’Europa non capirà che la costruzione è rimasta a metà. Se non capirà che vanno promosse politiche economiche veramente comunitarie . che in sostanza si dovrà completare quel processo inziato tanti anni fa e che ha rappresentato veramente un cambiamento epocale. Diversamente , restare a metà del processo significa far scoppiare le contraddizioni che in poco tempo negheranno non solo la solidarietà ma renderanno difficile la vita a milioni

di cittadini europei sui quali si scaricheranno queste contraddizioni. Per non dire , ed è un’ipotesi sciagurata, malaugurata , inconcepibile , da scongiurare con ogni mezzo del risorgere dentro di noi e in Europa di mille forme di nazionalismi, particolarismi e di violenza. Soprattutto non completare il processo di unificazione politica dell’Europa significa coltivare la violenza e spezzare il filo storico che le ha permesso di uscirne e si sperava per sempre.

Eremo Via vado di sole, L’Aquila, sabato 8 maggio 2o10

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