giovedì 30 giugno 2011

POESIE : Visioni estravaganti

POESIE : Visioni estravaganti

1.

Che cosa ci porta via la morte

con gli occhi ripieni di buio

tra i fiori di prato e la monotonia

delle facce .

Che cosa ci porta via pigra

e lenta ,incantata e silenziosa …

Che cosa ci porta via

Se non abbiamo più niente ,

così forse valer la pena di rinunciare

anche a morire.

2.

Ho scoperto che posso morire ,

la mia morte,

io che non avevo fine

io che mi riflettevo in una domanda

d’amore che sconnetteva

i confini tra le pietre e l’uomo

pazzamente innamorato ,

perché quella domanda

non ha ancora una risposta.

3.

Il sussurro delle cose

come in un liquido amniotico ,

le une sulle altre,

accatastate e in fasci ,

sparse e raccolte,

si estende nella stanza,

per le strade, dentro i caffè, ai supermarket

per inscenare in un affresco stinto

il grave e muto incanto

del mondo

e io vi ritrovo e mimo

un lungo elenco di biografie

degli uomini, delle donne, dei giovani

dei vecchi della mia città.

La simmetria delle sequenze poi

è come un respiro amplissimo

colmate da cadenze

come di facce in fila

e con voce cava le conto

e non finisco mai di contarle ;

ogni volta ricomincio

ed è l’inutile esercizio

degli scatti d una macchina fotografica

demente.

4.

Perché mi porto

nella borsa , con il pane

della colazione

questi fogli di poesia

come un lezionario di sentimenti,

come un rimario

di perdute stupidità,

come un sillabario d’incoscienza,

come uno spartito

inascoltabile .

E non porto invece il mio silenzio .

Perché ho voglia di parole

quanto sarebbe meglio tacere

le parole dei giorni di un’esaltazione

lontana,lontana come quei cieli

limpidi di altri giorni

su un altro luogo

da dove vedevamo

il giorno futuro

diventato troppo presto questo presente.

5.

Nel mezzo della strada

sotto fanali allampati

da una luce

più forte del sole

tossicomani, alcolisti ,prostitute

celebrano la somma

dei fatti umani

con l’incarnazione indifesa

di padri, madri

fratelli e sorelle ,

mi accodo all’interminabile

processione

e le consonanze e dissonanze

stridono nelle vocali

dei nomi perbene

tra i quali anche il mio .

6.

Sugli alberi nati

tra le stelle ,gli uccelli

del mondo delle fate cinguettano

i canti, i trilli,gli accordi,le melodie,

i contrappunti

che increspano l’aria

e affogano i profumi :

Sui binari di chissà quale

Immaginaria ferrovia

le ruote d’un treno investite

dal calore dei suoni

rimbalzano e si rincorrono

e nel sonno si stempera ogni cosa

in attesa del grigio del mattino

con il suo fascino nuovo .

Da un grembo bianco

di sole e di luce la notte lascia

posto al mattino e sembra

un mondo di pace.

Il profumo fiabesco

di mele arrostite per colazione

è come l’odore penetrante

dell’acqua di mare in una bottiglia .

Così al risveglio

lo stupore si confessa al mutismo

di un poeta emarginato


Eremo Via vado di sole, L'Aquila, giovedì 30 giugno 2011

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