martedì 1 marzo 2011

BIBLIOFOLLIA : La biblioteca di Garibaldi

BIBLIOFOLLIA : La biblioteca di Garibaldi


Storia navale, botanica, Shakespeare: la biblioteca di Garibaldi

Oltre mille volumi, conservati da 50 anni nei magazzini di villa Fabbricotti, saranno messi in mostra

A Livorno oltre mille volumi, conservati da 50 anni nei magazzini di villa Fabbricotti, saranno messi in mostra

Da oltre mezzo secolo i libri di Garibaldi - 1.184 volumi tra romanzi, saggi e raccolte - sono custoditi nei magazzini blindati di villa Fabbricotti, residenza neoclassica, oggi sede della «Labronica», la biblioteca comunale di Livorno. Un piccolo tesoro dimenticato da quando Clelia, una delle figlie del generale, lo donò alla città.

Clelia era arrivata a Livorno nel 1888 con la mamma Francesca Armosino (l'ultima moglie di Giuseppe) e il fratello Manlio, cadetto all'Accademia navale. E nella villa a due passi dal mare di Antignano, alla periferia sud della città, aveva portato «la cultura del padre», i libri più belli di papà che aveva scelto con la mamma e i fratelli dagli scaffali della casa di Caprera dove ancora oggi esiste un'altra collezione.


È una biblioteca straordinaria quella che esce dall'oblio di Livorno. Riscoperta e valorizzata da Mario Tredici, il neoassessore alle Culture del comune. Nessuno, se non pochi studiosi, sapeva della sua esistenza e anche i livornesi non l'hanno mai vista prima. La biblioteca di Garibaldi diventerà una mostra e poi, se i progetti non andranno a infrangersi contro i tagli governativi alla cultura, sarà una biblioteca autonoma collocata in un'ala del museo della città che si sta progettando ai Bottini dell'Olio, antica struttura nel cuore del quartiere seicentesco della Venezia.

«Sono i libri di Garibaldi considerati dagli studiosi di maggior valore - spiega Tredici -. Li presenteremo per la prima volta il 16 marzo durante le celebrazioni cittadine dei 150 anni dell'Unità d'Italia e pubblicheremo anche un ricco catalogo con informazioni dettagliate sui volumi». Tra i protagonisti del progetto c'è Cristina Luschi, la direttrice della «Labronica». «È una biblioteca assai eterogenea - spiega - con volumi d'ispirazione religiosa, tomi di storia e geografia, ma anche romanzi celebri, dotti e popolari. Alcune opere sono donazioni di ammiratrici, edizioni realizzate appositamente, arricchite da fregi preziosi e da dediche in diverse lingue».


Camminare tra gli scaffali è anche un po' guardare da vicino la cultura di Garibaldi. Ci sono le opere complete di Shakespeare e di Walter Scott, il viaggio a Capo di Buona Speranza del capitano Cook stampato a Parigi nel 1787, due edizioni della Bibbia in italiano e in inglese. E ancora la storia naturale in più volumi (botanica, mammiferi, insetti...) scritta dal divulgatore scientifico francese Louis Figuier, una preziosa edizione in inglese della storia navale e alcuni libri, con timbri particolari, che facevano parte della biblioteca «navigante» del generale, ospitata sul famoso Princess Olga, il panfilo personale. Molte le dediche di ammiratori e ammiratrici e tra queste un appassionato messaggio in romeno. Neppure un libro sulla massoneria (o su riti esoterici) di cui Garibaldi era stato gran maestro. Grazie ai segni d'uso, la ricerca di appunti, annotazioni e altri indizi nelle pagine, si tenta di capire quali libri l'Eroe dei due mondi lesse e assimilò nella sua cultura.

Marco Gasperetti su Corriere della Sera 08 febbraio 2011


Eremo Via vado di sole , L’Aquila,
martedì 1 marzo 2011

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