OCCHIO DI GIUDA : Riabilitazione impossibile ?Mohamed, figlio di un tunisino arrivato in Italia negli anni '70, raggiunge il padre con la madre
e i fratellini nell'89. Dopo la scuola dell'obbligo, decide di lavorare e di fermarsi con il padre a Siracusa, mentre il resto della famiglia torna in Tunisia, A 18 anni ottiene un permesso di lavoro, fa il cameriere e vive con la fidanzata italiana. Per cinque anni va tutto liscio, poi perde il lavoro e si ritrova clandestino. Dovrebbe tornare in Tunisia, in un Paese che non conosce e in cui si sente «straniero». Resta in Italia e comincia a lavorare in nero, dando anche lezioni di italiano agli arabi che vogliono impararlo. Poi arriva l'accusa di molestie e il carcere. Ne esce quattro mesi dopo, in attesa di giudizio. Intanto la Questura gli notifica il decreto di espulsione.
E lui ora deve scegliere: o sprofondare nella clandestinità sfuggendo al processo e all'espulsione, ma rischiando un altro processo per mancata ottemperanza all' ordine di espulsione e con la prospettiva del carcere - oppure attraversare il Mediterraneo in senso contrario a quanto stanno facendo i suoi connazionali e a quanto fece lui stesso 20 anni fa.Gli stranieri detenuti sono 24.829 e 1.301 stanno "dentro" solo per non avere eseguito l'ordine -di espulsione. Sono un terzo della popolazione carceraria (67.615); un altro terzo (26.277) è rappresentato dai tossicodipendenti. Gli uni e gli altri, insieme agli "psichiatrici" e agli autori di "reati di strada", costituiscono la clientela abituale delle patrie galere: entrano ed escono senza che il carcere abbia per loro alcun senso, né rieducativo, né di reinserimento sociale .
Le leggi sulla droga e sugIi immigrati complice la stretta sui recidivi e sulle aggravanti varata con la ex Cirielli e con i paçchetti-sicurezza , ha aperto le porte della galera a tanti che non dovrebbero starci. Molti anche gli imputati, 28.220 di cui oltre la metà in attesa della prima sentenza. I tempi lunghi del processo hanno trasformato la custodia cautelare in una pena anticipata. Le misure alternative (destinate non a "sfollare" ma a "reinserire") sono precipitate dopo la stretta della ex Cirielli: nel 2003 in misura alternativa c'erano 48.195 detenuti, 50.228 nel 2004 e 49•943 nel zooç; oggi ce ne sono appena 16.018. A gennaio2010 il sovraffollamento delle carceri è diventato «emergenza nazionale»; sei mesi prima la Corte di Strasburgo aveva condannato l'Italia per trattamenti inumani e degradanti...
FONTE :Donatella Stasio Per le carceri 29 miliardi in dieci anni :restano alveari Il Sole 24 ore 10 aprile 2011
martedì 12 aprile 2011

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