sabato 19 giugno 2010

BIBLIOFOLLIA : Libri tragici

BIBLIOFOLLIA : Libri tragici

Vi sono libri tragici, cioè quelli che accompagnarono a tragica morte i loro possessori e l’esempio più commovente è la copia posseduta dalla Biblioteca Nazionale di Parigi e da essa esposta alla pubblica mostra,del famoso e rarissimo trattato di Michele Servito , Christianismi restituito, del 1553, strappata, a quanto si dice, dal rogo dove il riformatore a Ginevra nell’anno stesso trovò la morte e macchiata di fumo e di sangue; anche le altre copie del libro furono arse, in più tempi, e si vuole che non se ne siano salvate che tre.
Ma per non parlare di cose italiane o che toccano l’Italia, ricorderò i due volumetti che furono trovati nelle tasche dell’abito dell’infelice Percy Bysshe Shelley quando il 18 luglio 1822 il suo cadavere fu rigettato dal mare sulla spiaggia di Viareggio. Uno era un Sofocle che si conserva ancora presso la Biblioteca Bodlejana a Oxford ( ne dà la fotografia il Biagi nel libro: Gli ultimi giorni di P.B. Shelley a pag. 54); l’altro era un volume di Keats , prestato allo Shelley prima della partenza dall’amico Leigh Hunt e che fu trovato rivoltato alla pagina dove si legge The Eve of St. Agnes , come se il lettore, mentre leggeva, l’avesse messo via in fretta; e questo volume non so dove oggi si trovi.
Nel museo patriottico del cav. Gaudenzio Parlotti di Cavriana , specialmente ricco in cimeli della battaglia combattuta nella vicina Solforino, è conservato anche il breviario di Don Enrico Tazzoli, da lui stesso firmato, e con il quale l’eroico prete salì nel 1852 le forche di Belfiore.
A Roma si conserva un libro ascetico , Il Trionfo della Croce che fu tenuto da padre Ugo Bassi sino all’ultima sua ora prima della fucilazione l’8 agosto del 1849.
Pure a Roma presso la famiglia dei Marchesi Patrizi Monitoro, si conserva un volume delle Massime Eterne che Giuseppe Monti , ghigliottinato insieme a Gaetano Tognetti il 23 novembre 1868 donò al marchese Giovanni ,il quale appartenendo alla Confraternita di S. Giovanni Decollato aveva accompagnato il Monti fin sul palco del supplizio, confortandolo fino all’ultimo: il Monti , dopo aver avuto dal Patrizi l’abbraccio rituale, gli aveva dato come suo ricordo quel volumetto che egli in prigione leggeva devotamente.
E a Firenze presso l’ancor dolorante madre, è gelosamente conservato il Dante macchiato di sangue che fu trovato sul cadavere di Giosuè Borsi, morto al fronte nel novembre 1915.
La fotografia ne è stata pubblicata ripetutamente, ricordo, nella rivista zaichelliana Di libro in libro dal 31 agosto 1923.
Il Dante del povero Borsi ricordato di sopra richiama alla mente i libri che ebbero vicende di guerra. Dell’ultima guerra (1915-18) , molti libri ci restano degni di attenzione perché furono testimoni o parte in tragici casi e molti se ne conservano in collezioni pubbliche in Italia e all’estero. Io stesso ne raccolsi alcuni nella Raccolta bibliografica della Guerra delle Nazioni che formai alla Biblioteca Universitaria di Bologna e costituii per essi una speciale classe : “ Libri raccolti in trincea o nei paesi espugnati ecc.” che è l’ultima minutissima classificazione che io preparai per quella ricchissima raccolta. Anche S.M. il Re ne ha alcuni, ed egli stesso raccontava nella II Fiera Internazionale del Libro del 1925, visitando la sezione, romena, che conservava religiosamente una edizione del 600 del Vangelo in lingua romena , trovata in una trincea del Carso dove era stata abbandonata evidentemente da un soldato della Transilvania. E l’ultima Festa del libro a Firenze (giugno 1933) la Signora Iolanda De Blasi , presentando a S.A.R. la Principessa di Piemonte i volumetti Vademecum di Edizione Barbera, le narrava che nella grande guerra un nostro fantaccino aveva avuto in un combattimento la vita salva in grazia di un prezioso volumetto della collezione, il quale smorzò la forza di penetrazione di una pallottola austriaca diretta proprio al cuore.
Ma si hanno pure volumi legati ad avvenimenti più antichi e quindi di maggiore interesse . Alla Vaticana si conserva, fra i codici greci del fondo Barberini, un Typicon ( ossia raccolta di regole monastiche) proveniente dall’Abbazia di S. Nicola di Càsola presso Otranto, il quale nel famoso assedio del 1480, quando i turchi occuparono quel Monastero, fu dai Turchi stesso ridotto in pezzi : le pergamene erano state tagliate in quattro parti con un’accetta per giuoco o per prova di forza, i miseri frammenti furono tutti recuperati e il manoscritto fu riparato alla meglio.
Alla Biblioteca Laurenziana c’è il famoso Romuleon scritto da David Aubert e miniato da Loyset Liedet per Filippo il Buono duca di Borgogna da cui passò nel 1467 a Carlo il Temerario che lo portò sempre seco anche in campo ; e fu trovato sotto la tenda di lui fuggiasco e poi morto nella rotta toccata il 5 giugno 1477 sotto le mura di Nancy. Ne parla il Biagi nell’Album pubblicato nel 1914 di Riproduzione di mss. miniati, ed. De Marinis.
Alla Biblioteca Malatestiana di Cesena , nella libreria Piana che Papa Pio VII ( Chiaramonti) lasciò ai benedettini di S. Maria del Monte della sua città natale, e che dopo la soppressione del 1866 passò attraverso varie vicende alla Malatestiana , e ora è stata rivendicata dai principi Chiaramonti, io vidi due volumi perforati da una palla di fucile durante il combattimento del Monte fra i liberali di Romagna e le truppe pontificie ( 20 gennaio 1832). Il caso volle che i due volumi fossero il trattato De statu Ecclesiae et legittima protestate Romani Ponteficis del Ferrari , ciò che fu preso come un ottimo auspicio dai liberali, ma essi dovettero aspettare quasi 30 anni prima di vedere avverata la profezia .

(Da Aneddoti bibliografici raccolti da Giuseppe Fumagalli , Casa Editrice Bietti, Milano, 1933)


Eremo Via Vado di sole, L’Aquila sabato 19 giugno 2010

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