lunedì 4 ottobre 2010

CANZONIERE : Il conformista di Giorgio Gaber

CANZONIERE :Il conformista di Giorgio Gaber

“Il conformista è uno che di solito

sta sempre dalla parte

giusta

il conformista ha tutte le risposte

belle chiare dentro la sua testa,

è un concentrato di opinioni

che tiene sotto il braccio due o tre

quotidiani

e quando ha voglia di pensare

pensa per sentito dire ,

forse da buon opportunista si

adegua senza farci caso

e vive nel suo paradiso…”

Così cantava Giorgio Gaber con l’ironia di chi sapeva che conformismo e opportunismo vanno a braccetto. Come dimostrano gli sforzi di molti uomini politici e in genere di tutta una moltitudine di postulanti : trovarsi al momento giusto dalla parte giusta. Qualunque essa sia la parte giusta e a incondizionato giudizio di chi ritiene che diversamente non si va avanti.

E’ per fare carriera, per fare soldi spesso anche per fare politica. La coerenza con se stessi e con la proprio coscienza viene sacrificata a favore del tornaconto bello polposo. Giuseppe Prezzolino diceva che “la coerenza è la virtù degli imbecilli” e Oscar Wilde ribadiva che “ è degli stupidi”. E’ Charles Maurice de Talleyrand che ha costruito la sua fortuna politica sull’opportunismo e sul tempisto . Uomo della rivoluzione divenne uomo della restaurazione e da ministro di Napoleone divenne poi ministro dei Borboni. Il cambio della casacca di qualche secolo fa è lo stesso del cambio della casacca dei nostri giorni. . E’ un vizio vecchio quello di adeguarsi , un vizio storico, un vizio che3 si trascina nei secoli e non è ancora riuscito ad occupare il primo posto tra i vizi. E’ relegato secondo Umberto Galimberti per il momento solo al secondo posto. Ma non si dispera che guadagni la pole position anche in breve tempo. Ed è proprio Galimberti che appunto ci fa riflettere sul fatto che il conformismo è ciò che fa funzionare il nostro sistema tecnico –economico. Tutti sottostiamo a questa sistema e d’altra come si fa a non adeguarsi alle sue regole. , alle sue pratiche, alle sue esigenze? La globalizzazione le ha rese ovvie. Il nuovo conformismo omologa tutti. Tutti ad un unico pensiero, ad un unico stile di vita, dando l’illusione che si è in grado di prendere decisioni, di essere e rimanere se stessi . Un’illusione che attraverso mille specchietti per le allodole, mille combinazioni di inganni con un alleato formidabile quali sono i mezzi di comunicazione di massa ci fa sembrare la vita quello che non è.

Vengono così annullate o per lo meno il tentativo costante è quello, le diversità, le differenze culturali, religiose ed etiche in favore di un 2 monologo collettivo “ che tutto omologa. Si omologano le coscienze ,il pensiero e il giudizio morale , le scelte. Il sistema tecnico produttivo non può tollerare chi non è allineato al pensiero unico, sarebbe la sua crisi. E l’uomo è allora strumento funzionale al sistema.

Il conformista dunque , non avendo altri riferimenti se non quelli che questo mondo tecnico economico tollera e promuove , vive delle opinioni correnti nella convinzione di trovarsi sempre dalla parte giusta. Pensarla diversamente dunque? Abolire la fotocopia del pensiero ? Non mancano spiriti critici ma è difficile ascoltarli e a loro è difficile farsi ascoltare. C’è una parola libera ed esigente che permette di rompere gli schemi ? Dovrebbe essere la parola della politica, della cultura, del sapere, della politica . Fu sicuramente quella di Giorgio Gaber.

Eremo Via vado di sole, L'Aquila, lunedì 4 ottobre 2010





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