venerdì 1 ottobre 2010

COL MESTIERE DI MURATORE - poesie -

COL MESTIERE DI MURATORE

-poesie-

1


La trama dell’esistenza

tra due morti

come vena di granito

non si scioglie.

Prima di riprendere la strada

ogni volta

un grumo,uno sfilaccio

di quest’esistenza

mi riporta

al punto di partenza.

Col mestiere di muratore

si compone ogni mattone

dove fanno i nidi le formiche

e dormono i ragni.

S’affina così questo cencio di vita,

come un’ostia

è l’anima trasparente

che accoglie il volto

della terra del mattino

dove riposare

come in un giardino.

2


Ascolta. Ascolta battere le ore

dal campanile quarto a quarto

anche questa notte passerà

lo so, in queste mura

non è che di passaggio il fischio

del merlo,il rumore della porta

che sbatte.

Mi hanno preso per mano

questa notte e cammino

come un fanciullo

che cammina come di passaggio

in una prospettiva.

3

Quattro parole fanno una vita :

sinceri documenti che ci assomigliano

falsi documenti che ci assomigliano;

come ci assomigliano queste quattro

parole che è tutta una vita.

4


In balìa di un desiderio,

come di quell’imbroglio

nascosto dalla bellezza del mondo

che non so rappresentare.



5

Io vorrei che ci fosse silenzio dappertutto.

Tendere l’orecchio ascoltare

un grido come un forte sussurro

e sentire battere il cuore.

Il mio cuore è una farfalla

nel silenzio danza e balla

balla un tango argentino

il mio cuore è un bambino”

Io vorrei che ci fosse silenzio dappertutto,

per tendere l’orecchio e ascoltare

quel bambino.

6

Il male che ti prende

con tanto dolore nella voce

mi è ignoto e sconosciuto.

Sconosciuta

a me e ignota la terra

inquieta

del male che ti prende

e ti fa ardere la voce di dolore.

7

Le pietre discorrono sottovoce stanotte.

Tiepida e serena la loro voce

alta sul monte e sopra le case

come in un dialogo di secoli.

Sussurrano le pietre per richiamarci

ma inesorabilmente ce ne andiamo

perché quella è la nostra strada

la strada tra le pietre che discorrono

sottovoce.

8

Sempre mi torna al cuore il mio paese

quando dal cielo addormentato

si mostra una stella.

Il mio paese s’alza come un olmo

solo in una piana

e le sue foglie nell’estate fredda

dei morti

sono un tappeto di memorie

ognuna con la sua lacrima.


Eremo Via vado di sole , L'Aquila, venerdì 1 ottobre 2010

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